Le Banche commerciali operanti in Tanzania sono 35 , 2 istitui ipotecari , 5 banche comunitarie , 8 banche di microfinanza. Fondamentalmente non esiste a livello bancario una grande differenza con l’europa , i tassi dei prestiti qui sono piu’ alti. esistono poi molte piccole societa’ che si occupano di credito di piccolo cabotaggio le cosidette finanziarie.
Tutti questi istituti bancari sono garantiti dalla Banca Della Tanzania (B.O.T) che vigila esattamente come in Italia la banca d’Italia.
Esistono anche moltissime varianti di servizi bancari elettronici , esempio su tutti le app delle grandi compagnie telefoniche permettono di fare pagamenti istantanei ovunque nel paese in secondi , e’ possibile avere in secondi una carta di credito visa virtuale perfettamente funzionante oppure pagare al supermercato al benzinaio o in un ristorante direttamente con il telefono.
la maggiorparte delle banche commerciali accetta transazioni con le varie forme di lettere di credito e accetta anche garanzie bancarie su cui erogare mutui garantiti da istituti di credito stranieri
Una panoramica completa per gli addetti ai lavori
Il settore finanziario della Tanzania è solido e stabile. Il settore bancario,principale fornitore di servizi
finanziari, è redditizio, adeguatamente capitalizzato, con un livello di liquidità soddisfacente.
Tutti gli indicatori di performance del settore bancario rientrano nei requisiti normativi.
I rapporti tra capitale
totale rispetto al totale delle attività pesate per il rischio erano del 17,1% e del 17,9% alla fine di giugno 2021, rispetto ai requisiti normativi rispettivamente del 10% e del 12%.
La capacità delle banche di utilizzare rapidamente canali alternativi come agenzie, mobile & internet banking ha rafforzato l’accessibilità dei servizi bancari e simili, oltre ad aver ulteriormente aiutato a soddisfare le esigenze dei clienti.Il settore bancario è altamente concentrato, con molte banche medie, regionali e piccole.
La quota di mercato combinata di queste banche è scesa dal 28,6% nel 2019 al 23,4% nel 2020 e la qualità del credito si è leggermente contratta, con il rapporto sui non performing loans (NPL) che si attestava al 7,5% a fine 2020, rispetto al 6,4% a fine 2019.
Le difficoltà nella valutazione dell’affidabilità creditizia fanno sì che le banche e gli istituti finanziaricontinuino ad addebitare premi di rischio elevati per compensare le incertezze.
Altre caratteristiche e aspetti di miglioramento riguardano il fatto che il settore bancario ha una presenza limitata nelle aree rurali e si concentra maggiormente sulle aree urbane, mentre la mancanza di attività nei mercati azionari e dei capitali di debito ostacola il potenziale di crescita per le banche e gli istituti finanziari nonbancari in Tanzania.
la concorrenza si sta intensificando poiché le banche cercano di aumentare la propria redditività attingendo a nuova gamma di prodotti.
Ad esempio, con l’introduzione delle linee guida sulla banca-assicurazione nel 2019, più di 10 banche commerciali nel paese hanno ottenuto licenze o hanno collaborato con compagnie assicurative.
Un cruciale contributo è attuato della Banca centrale (BOT –Bank of Tanzania), con la fornitura di infrastrutture di supporto e linee guida che hanno continuato a migliorare il funzionamento del settore bancario e finanziario.
In un più ampio accesso e utilizzo dei servizi finanziari, la Banca di Tanzania, in collaborazione con altre parti interessate, ha implementato varie iniziative per promuovere e accelerare l’inclusione finanziaria nel Paese con particolare attenzione alle donne, ai giovani e alle piccole e medie imprese.
Le iniziative includono l’istituzione del Comitato per gli affari femminili per l’inclusione finanziaria e la registrazione di massa dei punti di accesso finanziario nel registro dei servizi finanziari e la convalida dei punti vendita registrati.
Nel 2020/21 i sistemi di pagamento hanno registrato un regolare impiego, con un maggiore utilizzo dei
servizi finanziari digitali.
La Banca di Tanzania ha inoltre rilasciato nuove licenze a cinque istituti non bancari per fornire servizi di pagamento, portando il numero di questi istituti a 22.
Il numero di conti attivi nel sistema monetario mobile è aumentato del 42% a 31,5 milioni e, in parte, rispettivamente contribuito dall’interoperabilità dei sistemi dei fornitori di servizi finanziari mobili. In aggiunta, di recente è stato completato lo sviluppo del Tanzania Instant Payment System (T. I. P. S.), uno switch nazionale al dettaglio che faciliterà l’interoperabilità dei fornitori di servizi di pagamento.
Nel frattempo, il Tanzania Interbank Settlement System (T. I. S. S.) è stato aggiornato ed è entrato in funzione nel novembre 2020. In qualsiasi mercato, l’eccesso di offerta innesca un’ondata di fusioni, acquisizioni e fallimenti.
In Tanzania, il settore bancario è frammentato con più di 45 banche e istituzioni finanziarie non bancarie. Le banche più piccole sono carenti di estese reti di filiali e non sono in grado di competere con le banche più grandi.
Nel 2020, le grandi banche operavano con circa tre volte più sportelli rispetto a quelli cumulati di proprietà di banche medie e piccole.
Per questo, le grandi banche hanno continuato a Sistema Bancario cumulati di proprietà di banche medie e piccole. Per questo, le grandi banche hanno continuato a dominare il settore bancario con la loro quota di attività totale aumentata al 76,6% nel 2020 (dal 71,6% nel 2019). La quota sul totale delle attività delle banche regionali e di piccole dimensioni è rimasta pressoché invariata nel 2020. Negli ultimi anni ci sono state diverse ragioni dietro le fusioni e acquisizioni tra banche in Tanzania.
Ciò includeva i recenti cambiamenti nel contesto operativo e normativo, l’espansione/diversificazione e le
sinergie.
Le fusioni bancarie in Tanzania risalgono al 1967 durante la dichiarazione di Arusha, quando tutte le undici banche commerciali furono nazionalizzate e fuse nella National Bank of Commerce in Tanzania e nella People’s Bank of Zanzibar (PBZ) a Zanzibar. Tuttavia, questo istituto era soggetto a livelli elevati di prestiti rischiosi (NPL) e basse efficienze operative.
Di conseguenza, nel 1991 sono iniziati i programmi di riforma del settore finanziario, riducendo il controllo del governo sulla gestione quotidiana delle banche e consentendo la privatizzazione del settore bancario.
Questo ha portato a un aumento delle banche private e ciò ha a sua volta permesso una serie di operazioni di fusione e acquisizione tra cui Delphis Bank Ltd e Trust Bank Ltd, Stanbic (T) Ltd e Meridian Biao Bank Ltd, FBME e Delphis Bank Ltd e African Banking Corporation Ltd e ULC Bank Ltd. L’inflazione a Zanzibar è rimasta bassa e al di sotto dell’obiettivo di medio termine del 5%.
L’inflazione complessiva annua è stata in media dell’1,5% nel 2020/21, inferiore al 3,8% nel 2019/20, trainata dalla diminuzione dell’inflazione alimentare.
L’inflazione dovrebbe rimanere bassa nel 2021/22, a causa della prevista fornitura di cibo soddisfacente dalla produzione interna e dalle importazioni.
La Banca della Tanzania ha continuato a partecipare al mercato interbancario dei cambi (IFEM), principalmente per garantire l’ordinata operatività del mercato dei cambi.
Il tasso di cambio è rimasto stabile nel 2021, principalmente a causa dell’inflazione bassa e stabile, dalle politiche monetarie e fiscali, unitamente alle misure in corso per migliorare la trasparenza e l’ordinato funzionamento del mercato dei cambi. Nel 2020/21, lo scellino è stato scambiato a un tasso medio di 2.309,58 TZS per dollaro USA rispetto a 2.301,30 TZS per dollaro USA dell’anno precedente.
Ciò equivaleva a un deprezzamento dello 0,4 %. In conclusione il sistema bancario della Tanzania è in una fase di crescita con un buon potenziale, legato direttamente dalla sviluppo economico del paese