Tutto ciò che devi sapere sulle convenzioni legali tra Tanzania e Italia

Convenzioni legali tra Tanzania, Italia ed il resto del mondo

La Tanzania ha un sistema legislativo che favorisce gli investimenti internazionali. Sono stati siglati accordi bilaterali con i principali partner mondiali, incluso il nostro paese, volti principalmente ad evitare che ci sia una doppia tassazione, che genererebbe un carico fiscale impossibile da sopportare per gli investitori non residenti.

Le convenzioni legali utili a un investitore sono di due tipi: quelle che garantiscono la sicurezza dell’investimento e quelle che facilitano le operazioni di produzione e commercio. Analizziamole:

Convenzioni a protezione dell’investimento

Legge/Conve nzione

Nota descrittiva

Tanzania investment protection act 1997

Questo atto e le sue revisioni del 2015 garantiscono diverse cose agli investitori, in particolare, lo assicurano contro l’espropriazione da parte del governo, la nazionalizzazione, l’esportazione dei dividendi e molto altro ancora.

Miga adesione

Multilateral Investment Guarranty Agency è un’agenzia della banca mondiale che fornisce garanzia agli imprenditori qualora abbiano contratti con il governo, arrivando a pagare  la cifra pattuita all’imprenditore in caso di contenzioso con il governo. La Tanzania ha aderito pienamente a questo accordo. Per ulteriori informazioni: https://www.miga.org

Accordo Bilaterale degli investimenti tra Italia e Tanzania

Questo accordo del 2001, ma ratificato il 25/04/2003, è volto a migliorare il clima degli investitori italiani in Tanzania e creare una situazione più favorevole per gli stessi, riconoscendo l’incoraggiamento e la protezione reciproca degli investimenti in entrambi gli stati.

ATIA

Acronimo di African Trade Insurance Agency, questo ente parastatale fu creato dopo che alcuni stati membri del COMESA commissionarono uno studio insieme alla Banca Mondiale sul perché l’afflusso di investitori stranieri era basso nelle infrastrutture governative. Dallo studio emerse che la paura di un rischio politico era il fattore che frenava maggiormente gli investitori. Nel 2001, la Banca Mondiale offrì dei fondi per creare questa agenzia multigovernativa sostenuta da 7 stati membri del COMESA al tempo (la Tanzania è una dei 7 fondatori). Dal 2001 la ATIA ha garantito progetti per 81,3 miliardi di dollari. Ora gli stati membri sono 18, e l’agenzia assicura completamente gli investitori diretti stranieri da qualsiasi rischio politico nei loro stati. Per maggiori informazioni: https://www.ati-aca.org

 

Convenzioni e Facilitazioni per gli investitori

Legge/Convenzione

Nota Descrittiva

Accordi per evitare la doppia imposizione Fiscale

Accordi già siglati e disponibili a questo link: https://www.tra.go.tz/index.php/double-taxation-agreements . Tali accordi sono stati firmati con: Italia, Danimarca, Finlandia, India, Norvegia, Sud Africa, Svezia e Zambia.

Specifica dell’accordo per evitare la doppia imposizione fiscale tra Italia e Tanzania

Questa convenzione che stabilisce delle regole per evitare la doppia imposizione è stata creata nel 1973 e ratificata il 06/05/1983 includendo anche un’altra lista di protezioni addizionali del 31/01/1979.

Fondamentalmente, questa legge risulta essere molto utile a ditte italiane che si occupano di appalti che intendono repatriare i profitti e pagamenti governativi in Italia, dove hanno la loro casa madre, ed avendo già pagato  le tasse, non desiderano incorrere in una doppia tassazione.

COMESA

Acronimo di Common Market for Eastern and Southern Africa, questo patto coinvolge 21 paesi tra cui la Tanzania ed è volto a migliorare gli interscambi tra i paesi riducendo le tasse. L’obiettivo è avvantaggiare le realtà produttive

locali contro l’importazione e migliorare l’interscambio di merci e denaro. Un programma molto simile alla comunità europea per i paesi africani, il valore di

questo interscambio è di 19 miliardi di dollari annui. Per ulteriori informazioni:

https://www.comesa.int

   

EAC Market

Acronimo di EAST AFRICAN MARKET, questa organizzazione consiste in un altro mercato comune, questa volta coinvolgendo solo sei paesi dell’Africa Orientale, con un mercato  comune di 193 miliardi di dollari. I paesi che vi partecipano sono quindi Burundi, Kenya, Rwanda, Sudan del Sud e Tanzania. Il loro quartier generale si trova ad Arusha. L’obiettivo è facilitare l’immigrazione e il commercio tra questi paesi.   Per maggiori informazioni: https://www.eac.int/common-market

SADC

Questa organizzazione consiste nell’unione di 16 governi africani con lo scopo di collaborare su vari punti che garantiscano un miglior scambio commerciale e  la risoluzione dei problemi per gli interscambi tra i paesi membri: Angola, Botswana, Comoros, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mauritius, Mozambique, Namibia, Seychelles, Africa del Sud, Tanzania, Zambia e Zimbabwe.

https://www.sadc.int/about-sadc

Tripartite Free Trade Area Agreement (COMESA EAC SADC)

L’accordo tripartito sulla zona di libero scambio mira a integrare le economie degli Stati membri di tre comunità economiche regionali (REC); il mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (COMSEA), la Comunità dell’Africa orientale (EAC) e la Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC) in una zona allargata di libero scambio (ALS).

CFTA AGREEMENT

L’African Continental Free Trade Area è un ambizioso patto commerciale per formare la più grande area di libero scambio del mondo collegando quasi 1,3 miliardi di persone in 54 paesi africani.L’accordo mira a creare un mercato unico di beni e servizi al fine di approfondire l’integrazione economica dell’Africa. L’area commerciale potrebbe avere un prodotto interno lordo combinato di circa 3,4 trilioni di dollari, ma il raggiungimento del suo pieno potenziale dipende da significative riforme politiche e misure di facilitazione del commercio in tutte le nazioni firmatarie africane.

L’AfCFTA mira a ridurre le tariffe tra i membri e copre settori politici come ll’agevolazione degli scambi e i servizi, nonché misure normative come le norme sanitarie e gli ostacoli tecnici agli scambi. L’accordo è stato mediato dall’Unione africana (UA) ed è stato firmato da 44 dei suoi 55 Stati membri a Kigali, in Ruanda, il 21 marzo 2018. L’unico paese che ancora non ha firmato l’accordo è l’Eritrea, che ha un’economia in gran parte chiusa.

Cotonou Agreement EU, EPA

Questa convenzione facilita il commercio tra determinati stati africani e alcuni stati dei Caraibi e del Pacifico. Riunisce 79 stati e facilita l’interscambio di materie prime diretto tra loro e la comunità europea. Lo scopo è regolare e creare una piattaforma collaborativa tra l’UE, L’Africa  e i paesi del Pacifico.

Accordo WTO

La World Trade Organization è un’associazione intergovernativa di 164 paesi il cui scopo principale consiste nel creare regolamenti di riferimento per contratti di commercio e collaborazioni tra nazioni. Esserne membro facilita le relazioni tra paesi e stabilisce anche sistemi per soluzioni per dispute tra paesi, nelle quali l’ultima parola spetta al WTO che altrimenti può sanzionare il paese in torto. Per ulteriori informazioni: https://www.wto.org

AGOA Agreement

AGOA è l’acronimo di African Growth and Opportunity Act e fornisce ai paesi   dell’Africa subsahariana l’accesso duty-free al mercato statunitense per oltre 1.800 prodotti, nonché agli oltre 5.000 prodotti idonei  all’accesso duty-free nell’ambito del programma Generalized System of

Preferences. Sostanzialmente è una depenalizzazione fiscale di molte merci

che si possono importare per aiutare stati africani in via di sviluppo creando loro un mercato di esportazione.

Per maggiori informazioni: https://agoa.info/about-agoa.html

   

EBA Convenzione

Acronimo di Everything But Arms Questa convenzione e’ molto importante per gli Europei , la comunita Europea elimina I Dazi doganali per la Tanzania per moltissime merci provienti dalla Tanzania , considerando la posizione privilegiata dei porti Italiani , l’importazioni di merci dalla Tanzania senza dogana e la vendita in Europa potrebbe rivelarsi un grosso business

SINO-AFRICAN COOPERATION FORUM

Dal 2007 il governo cinese ha tolto interamente tutti i dazi doganali su 440 prodotti della Tanzania i quali potranno essere importati in Cina senza, appunto, applicare dazi.

Korea Tanzania Agreement

Il governo della Corea del Sud ha rimosso tutti i dazi doganali per 87 prodotti della Tanzania e ha anche creato un quadro legale aziendale per facilitare le relazioni commerciali tra i due paesi.

NOTA IMPORTANTE : La Tanzania NON fa parte del sistema di interscambio di informazioni fiscali chiamato CRS (common reporting system), né comunica con nessuno stato o autorità i dati finanziari né personali o di qualsiasi natura.

Come sono le relazioni tra Italia e Tanzania?

L’Italia ha avviato un processo di cooperazione con la Tanzania a partire dagli anni ‘80, occupandosi di vari ambiti, quali l’assistenza sanitaria, lo sviluppo rurale, la sicurezza alimentare e la formazione professionale, nonché la sensibilizzazione sulle tematiche di genere. È attualmente in fase di esecuzione un’iniziativa che risale al 2008 e che coinvolge le città di Dodoma e Bagamoyo, concernente la prevenzione nel campo delle malattie infettive presso i relativi presidi sanitari.

Sul piano finanziario, il governo italiano ha sostenuto la mediazione condotta dalla Tanzania nel processo di pace del Burundi del 2015 e riguardo all’accoglienza dei profughi provenienti da quest’ultimo. Dal 2001 è in atto un Accordo per la Promozione degli investimenti, favorito dalla stabilità politica ed economica raggiunta dalla Tanzania in questi ultimi anni.

Un altro importante progetto è quello che prevede la ristrutturazione del sistema idrico di Mwanza e che sfrutta le conoscenze e le tecnologie italiane in campo vinicolo per favorire lo sviluppo della produzione del Paese. Per quanto riguarda la sensibilizzazione sulle corrette pratiche alimentari e sull’educazione all’uguaglianza, vengono da anni organizzati corsi e conferenze presso le città principali della Tanzania.

Nel 2021 l’interscambio commerciale tra Italia e Tanzania ha registrato una netta ripresa: le esportazioni italiane sono ammontate a 131,4 milioni di Euro, le importazioni a 54,2 milioni. Rispetto ai dati relativi all’anno precedente, si registra un incremento dell’interscambio del 33%. Le esportazioni italiane verso la Tanzania sono tradizionalmente costituite da prodotti meccanici e metallurgici e macchinari.     Gli investimenti italiani si concentrano principalmente nel campo turistico-alberghiero, in particolare con gli insediamenti di villaggi vacanze sull’isola di Zanzibar.

Molto importante è anche l’aiuto fornito dalla chiesa cattolica nelle parti interne del paese, attraverso l’educazione e la salute. Moltissimi cittadini della Tanzania hanno una visione molto positiva   degli italiani per la forte presenza di ONG italiane e della chiesa cattolica, non è raro trovare cittadini della Tanzania con nomi di origine italiana dati loro dai preti.